Ep. 12 - I falsi miti sull’educazione del cane

July 21st at 9:00am Roberto Travagliante

Quante volte, parlando del nostro cane o cercando consigli magari online, ci siamo imbattuti in affermazioni che suonavano un po’ strane, o addirittura contraddittorie? Tipo: ”Devi fargli capire chi comanda!", "Se il tuo cane fa così è perché ti sfida!", oppure ”Quel cane ha un’indole aggressiva di natura!"... Il mondo dell'educazione cinofila, ahimè, è costellato di credenze popolari, alcune innocue, altre decisamente dannose. Ma siamo sicuri che siano tutte vere?

Oggi affronteremo un argomento spinoso ma importante: “i falsi miti sull’educazione del cane”. Sfatare alcune credenze errate non è solo una questione di correttezza, ma è cruciale per costruire una relazione sana, equilibrata e felice con il nostro amico a quattro zampe. Quindi preparatevi, perché alcune delle cose che avete spesso sentito dire potrebbero rivelarsi delle vere e proprie… bufale!

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Ep. 12 - I falsi miti sull’educazione del cane

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Quante volte, parlando del nostro cane o cercando consigli magari online, ci siamo imbattuti in affermazioni che suonavano un po’ strane, o addirittura contraddittorie? Tipo: ”Devi fargli capire chi comanda!", "Se il tuo cane fa così è perché ti sfida!", oppure ”Quel cane ha un’indole aggressiva di natura!"... Il mondo dell'educazione cinofila, ahimè, è costellato di credenze popolari, alcune innocue, altre decisamente dannose. Ma siamo sicuri che siano tutte vere? Vediamo se riusciamo a scoprirlo…

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuova puntata di “Cani e Coccole”, il podcast pensato per già chi vive in compagnia di un cane, per chi ancora sogna di farlo, e per chi vuole scoprire cosa significa davvero condividere la propria vita con un amico a quattro zampe. Ogni settimana esploriamo curiosità, consigli, storie e tutto ciò che ci aiuta a comprendere meglio i nostri compagni pelosi. Perché dietro ogni sguardo fedele c’è un mondo che merita di essere scoperto.

Io sono Roberto e oggi affronteremo un argomento spinoso ma importante: “i falsi miti sull’educazione del cane”. Sfatare alcune credenze errate non è solo una questione di correttezza, ma è cruciale per costruire una relazione sana, equilibrata e felice con il nostro amico a quattro zampe. Quindi preparatevi, perché alcune delle cose che avete spesso sentito dire potrebbero rivelarsi delle vere e proprie… bufale!

Partiamo subito con uno dei falsi miti più diffusi e, purtroppo, anche più dannosi: mi riferisco al mito della dominanza e del "capobranco". Quante volte abbiamo sentito dire che dobbiamo mangiare prima del cane, passare per primi in corrispondenza delle porte, o addirittura usare metodi coercitivi come ad esempio l'"alpha roll" (cioè girare il cane sulla schiena) per stabilire la nostra leadership? Bene, questa teoria si basa su studi ormai superati, condotti sui lupi in cattività, quindi applicati ad un contesto che ha ben poco a che vedere con la vita dei nostri cani domestici e con la dinamica sociale dei lupi in natura, che è più simile a quella di una famiglia. Per farla semplice, i nostri cani non stanno tramando per usurpare il nostro ruolo di "capo" famiglia.

Quindi non serve a nulla cercare di "dominare" il cane mostrandogli la nostra forza. Anzi, con la prepotenza o con questi rituali possiamo generare nel nostro amico della inutile ansia, paura, e danneggiare profondamente la fiducia che il cane ha in noi. E invece di un leader tirannico, il nostro cane ha bisogno di una guida sicura, coerente e affidabile, di qualcuno che stabilisca regole chiare con gentilezza e che lo aiuti a navigare nel complesso mondo umano. In altre parole, la vera leadership si guadagna con la coerenza, la pazienza e il rinforzo positivo, non con l'intimidazione.

Un altro classico è il mito secondo cui il cane fa i dispetti per vendetta. Ecco un esempio: tornate a casa e trovate un cuscino sventrato o la pipì sul tappeto nuovo. La prima reazione potrebbe essere: “Accidenti, il cane me l'ha fatta pagare perché l'ho lasciato solo!". Vi suona familiare? Dite la verità, lo avete sentito spesso, eh? In realtà, dobbiamo dire che i cani non agiscono per vendetta o per dispetto, che sono delle emozioni complesse che presuppongono una pianificazione e una malizia che non appartengono al loro mondo emotivo. Al contrario, quei comportamenti che a noi sembrano dispetti, sono spesso manifestazioni di stress, ansia da separazione, noia, mancanza di stimoli adeguati o, in alcuni casi, problemi di salute. Quindi punire il cane in queste situazioni non solo è inutile, perché il cane non capirebbe neanche il motivo della punizione a distanza di tempo dall'azione, ma potrebbe peggiorare anche l'ansia sottostante. Di conseguenza, la chiave è capire la causa del comportamento e lavorare su quella, magari con l'aiuto di un veterinario comportamentalista o di un educatore esperto.

E questo ci porta dritti a un altro falso mito: “Quando sgridiamo il cane 'dopo' che ha combinato qualcosa e vediamo in lui quella faccia colpevole, allora vuol dire che ha capito che ha fatto effettivamente qualcosa di sbagliato!”. Immaginate la scena: entrate a casa e vedete il danno. Vi arrabbiate, indicate il "misfatto" e il cane abbassa la testa, le orecchie, ed evita lo sguardo. "Visto? Sa di aver sbagliato!". Ma purtroppo no! Non è così!

Perché i cani sono maestri nel leggere il nostro linguaggio del corpo e il nostro tono di voce. E quella che interpretiamo come "faccia colpevole" è in realtà una serie di segnali di sottomissione o di pacificazione (i cosiddetti "calming signals") che il cane mette in atto perché percepisce la nostra rabbia e cerca di placarci. In altre parole, non sta pensando "Oh no, ha scoperto che ho rosicchiato la ciabatta tre ore fa", ma piuttosto "Il mio amico umano è arrabbiato, meglio che mi sottometta per evitare guai".

Se vogliamo realmente correggere un comportamento del nostro amico peloso, con un intervento che sia efficace, quindi con un intervento come un’interruzione o un reindirizzamento, mai una punizione fisica o verbale violenta, dobbiamo farlo “durante” il comportamento indesiderato, o al massimo entro pochissimi secondi. Altrimenti, il cane non riuscirà ad associare la nostra reazione alla sua azione precedente.

Parliamo di interruzione e reindirizzamento, ma cosa intendiamo? Beh, un intervento di interruzione è un intervento che ha come scopo primario quello di bloccare sul nascere un comportamento indesiderato che il cane sta per mettere in atto o che ha appena iniziato. L'obiettivo è fermare immediatamente l'azione negativa. Facciamo qualche esempio. Un intervento di interruzione potrebbe essere quello che teniamo per interrompere un gioco, per esempio mentre stiamo giocando con una pallina e il cane ci salta addosso per afferrare la pallina dalla nostra mano, prima che glie la lanciamo. A questo punto noi gli diciamo un semplice ma deciso “NO” e interrompiamo il gioco.

Invece, un intervento di reindirizzamento consiste nel deviare l'attenzione o l'energia del cane da un comportamento indesiderato verso un comportamento accettabile e appropriato. In pratica, si tratta di "reindirizzare" la sua azione o il suo focus su qualcosa di diverso e positivo. Per esempio, il cane ha afferrato un oggetto e non vuole lasciarlo. Perciò gli mostriamo un altro oggetto, e attiriamo la sua attenzione in modo che si distragga e lasci perdere l’oggetto precedente. Io uso molto questo tipo di intervento quando gioco con la mia cagnolina Lulù e lei non lascia per esempio la pallina, dopo averla riportata indietro.

Comunque, torniamo ai falsi miti e passiamo a un mito che riguarda la comunicazione: Quante volte abbiamo sentito dire “Se il cane ringhia, va punito immediatamente perché è un segno di aggressività e sta sfidando la nostra autorità". Beh, diciamo subito che questo è un comportamento pericolosissimo per noi! Perché il ringhio è una parte fondamentale del linguaggio del cane e non è una buona cosa impedire al cane di ringhiare in modo assoluto. Il ringhio è un segnale di avvertimento, un modo per comunicare disagio, paura, o per dire "Smettila, non mi piace quello che stai facendo" oppure ancora "Ho paura, allontanati". Quindi, punire un cane che ringhia è come togliere le batterie a un allarme antincendio. Se insegniamo al cane che non può ringhiare, potremmo sopprimere l'avvertimento, ma non elimineremo un eventuale disagio che lo provoca. E il risultato sarebbe avere un cane che, sentendosi inascoltato e messo alle strette, potrebbe passare direttamente a un morso, senza più preavviso. Di conseguenza, il ringhio va ascoltato e rispettato. Piuttosto, dobbiamo chiederci perché il cane sta ringhiando, capire cosa lo mette a disagio e lavorare per risolvere la causa di quello stress o di quella paura, senza sopprimere il sintomo.

E che dire della famosa credenza secondo cui: "Non si possono insegnare trucchi nuovi a un cane vecchio"? Diciamolo, questa è una vera e propria scusa per la pigrizia! Perché certamente, un cucciolo impara con una velocità sorprendente, ma i cani possono apprendere a qualsiasi età. Anzi, mantenere un cane anziano mentalmente attivo con giochi di intelligenza, nuovi esercizi o l'apprendimento di nuovi comandi (adattati ovviamente alle sue capacità fisiche) è un ottimo modo per mantenerlo giovane nello spirito e per rafforzare il legame con lui. Forse ci vorrà un po' più di pazienza, sessioni più brevi perché si stanca prima e premietti particolarmente golosi, ma la soddisfazione di vedere il nostro vecchietto imparare qualcosa di nuovo è impagabile.

Ma vediamo un altro mito molto frequente, che riguarda i cani di piccola taglia: Quante volte abbiamo sentito dire che “I cani piccoli non hanno bisogno di molta educazione, perché sono come eterni cuccioli" oppure che “I cani piccoli sono più aggressivi e abbaiano di più per natura". Errore, non è per niente così! Infatti, tutti i cani, indipendentemente dalla taglia, beneficiano enormemente di un'educazione coerente e di una corretta socializzazione. Spesso, i comportamenti problematici nei cani piccoli, come abbaiare eccessivamente o mostrare aggressività, derivano proprio dal fatto che vengono trattati diversamente dai cani grandi: meno regole, meno socializzazione perché "tanto sono piccoli e gestibili", o magari vengono presi in braccio al primo segno di difficoltà, impedendo loro di imparare a gestire le situazioni. In altre parole, un chihuahua ha lo stesso cervello di un alano, solo in un corpo più piccolo, e merita lo stesso impegno educativo.

Infine, un ultimo falso mito è quello secondo cui: "Usare il cibo in addestramento crea un cane viziato che obbedirà solo se hai un premio in mano". Infatti, gli studi più moderni hanno dimostrato che il cibo, se usato correttamente, può diventare uno strumento di rinforzo potentissimo, forse uno dei più efficaci. È come pagare uno stipendio per un lavoro ben fatto. All'inizio, si premia ogni successo per motivare il cane e fargli capire cosa vogliamo. Gradualmente, man mano che il cane impara il comportamento, si può passare a un rinforzo intermittente (cioè non lo premiamo ogni volta) e si possono introdurre altri tipi di ricompense, come una lode entusiasta, una carezza, o un gioco. L'obiettivo è che il comportamento diventi gratificante di per sé e che il cane risponda perché ha costruito una relazione di fiducia e collaborazione con noi, non solo per il bocconcino. Ma demonizzare il cibo in addestramento significa privarsi di un alleato formidabile.

Bene, abbiamo visto diversi falsi miti particolarmente diffusi e diciamo che sfatare questi miti è solo il primo passo utile per approcciarci all'educazione del nostro cane con maggiore consapevolezza e correttezza. L’aspetto più importante è il fatto che l’educazione di un cane dovrebbe basarsi sulla comprensione del comportamento del cane, sulla comunicazione efficace e sul rinforzo positivo delle azioni desiderate, piuttosto che sulla punizione di quelle indesiderate. Perché in pratica, si tratta di costruire una partnership, non una dittatura.

Grazie per aver ascoltato questa puntata di “Cani e Coccole”. Io sono Roberto e vi invito a iscrivervi al podcast per non perdere i prossimi episodi e a condividere le vostre opinioni e domande sui canali social o tramite email. Voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di sentire uno di questi miti? O ne conoscete altri da sfatare? Fatemi sapere!

Noi per il momento ci fermiamo qui e ci ritroviamo al prossimo episodio.

Roberto Travagliante